Microbiota e ansia: gli spunti della decima edizione della scuola di alta formazione

Ci sono appuntamenti che segnano il mio anno. La scuola di alta formazione sul microbiota è uno di questi: quest’anno ho seguito la decima edizione e ogni volta mi porto a casa la stessa sensazione, quella di avere strumenti in più per comprendere meglio e accompagnare in modo ancora più mirato le persone che si rivolgono a me.

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro corpo, soprattutto nell’intestino. Ne parlo quasi ogni giorno, eppure la ricerca continua a sorprendermi: ogni anno emerge qualcosa che cambia il modo in cui guardo un sintomo, un’abitudine, una storia.

In questo articolo condivido alcuni spunti emersi durante la scuola. Prima un breve giro tra i temi affrontati, poi un approfondimento sul legame tra microbiota e ansia, una connessione che osservo da sempre nelle persone che seguo.

Un viaggio attraverso il corpo

Quest’anno il percorso è partito dall’ambito pediatrico, ed è una scelta che trovo naturale. Si è parlato dei primi mille giorni di vita, che comprendono i nove mesi della gravidanza e i primi due anni del bambino, quasi tre anni in tutto. Oggi si tende a considerare una finestra anche più ampia, ma questi primi mille giorni restano la base: è lì che si gettano le fondamenta della salute futura.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 02

Il microbiota inizia a formarsi molto presto, e il suo sviluppo dipende da tanti fattori: il microbiota della mamma durante la gravidanza, il tipo di parto, l’allattamento, lo svezzamento, l’alimentazione dei primi anni, l’ambiente in cui il bambino cresce, l’eventuale uso di antibiotici.

L’epigenetica, tema centrale da anni, è stata ripresa e approfondita anche in questa edizione. Le esperienze dei primi anni di vita, compresa l’alimentazione, possono influenzare il modo in cui i geni si esprimono, senza modificarli. È come se il corpo imparasse dall’ambiente in cui cresce, e quello che impara lo accompagna nel tempo.

Si è parlato poi di alcune situazioni frequenti nei più piccoli, come le coliche, le gastroenteriti e le infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, in cui un microbiota in disequilibrio può avere un ruolo. In questi casi, alcuni probiotici selezionati secondo il principio della ceppo specificità, cioè scelti per l’azione propria di quel singolo ceppo e non in modo generico, possono contribuire a migliorare la disbiosi e alcune delle alterazioni che ne derivano.

Partire dai bambini significa partire dall’inizio, e ricordarci che prendersi cura del microbiota è un investimento sul lungo periodo.

Il modulo successivo è stato dedicato all’apparato gastroenterico, e un passaggio mi è sembrato particolarmente significativo. Condizioni come il colon irritabile, un tempo definite semplicemente “funzionali”, oggi vengono descritte come disturbi dell’interazione tra intestino e cervello. Un cambio di prospettiva che conferma quanto questo dialogo sia centrale per il nostro benessere.

Si è poi parlato di infiammazione e obesità, con un’idea che trovo molto forte: oggi il microbiota viene considerato quasi un organo a sé, capace di dialogare con il metabolismo. Quando il suo equilibrio si altera, può contribuire alla cosiddetta metainfiammazione, un’infiammazione silenziosa e di basso grado che accompagna l’obesità e altre condizioni metaboliche. È stato sottolineato anche che l’obesità è una condizione complessa, frutto di molti fattori, e non può essere ridotta a una semplice questione di scelte individuali.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 03

Grande spazio è stato dedicato anche al sistema immunitario, con un’immagine che trovo molto efficace: il microbiota come istruttore delle nostre difese. Fin dai primi mesi di vita aiuta il sistema immunitario a imparare a distinguere ciò da cui proteggersi da ciò che invece può essere tollerato. Un ruolo fondamentale lo ha la barriera intestinale, che quando è integra funziona come un filtro selettivo tra l’interno e l’esterno del corpo. È emerso anche un messaggio chiaro: un probiotico generico non basta, e la direzione è quella di un approccio sempre più personalizzato, basato sulla ceppo specificità.

Una parte della formazione è stata dedicata alla salute femminile e maschile. Il filo conduttore è il dialogo tra intestino e vie urogenitali: anche l’apparato genitale e quello urinario hanno un proprio microbiota, e le vie urinarie, a lungo considerate sterili, oggi sappiamo che non lo sono. Si è tornati anche sull’estroboloma, l’insieme dei batteri intestinali che partecipano al metabolismo degli estrogeni: un tema che questa edizione ha ulteriormente approfondito, confermando quanto l’intestino dialoghi con l’equilibrio ormonale in ogni fase della vita della donna, menopausa compresa. Infine la fertilità, vista come un tema di coppia: il microbiota riguarda entrambi i partner, non solo la donna.

E poi la sfera emotiva, con uno spazio dedicato all’ansia.

Ogni argomento meriterebbe un articolo a sé. Ma il filo che li unisce è sempre lo stesso: il microbiota non riguarda solo l’intestino. Esistono un microbiota della pelle, del cavo orale, dei polmoni, delle vie urinarie, vaginale, e ognuno partecipa al nostro equilibrio. Per questo il microbiota attraversa ogni aspetto della nostra salute e del nostro benessere.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 04

Microbiota e ansia: un dialogo continuo

Chi vive l’ansia lo sa bene: spesso il primo segnale arriva dall’intestino, prima ancora che dalla mente. Il nodo allo stomaco prima di un appuntamento importante, la fame che sparisce all’improvviso o, al contrario, il bisogno di mangiare di più per calmarsi, a volte cercando proprio qualcosa di dolce. L’intestino che si mette in subbuglio proprio nei giorni più pieni.

Non è un caso. Intestino e cervello comunicano in continuazione attraverso più vie: il sistema nervoso, il sistema immunitario, gli ormoni e le sostanze prodotte dai microrganismi che abitano l’intestino. Tra queste, una via tutt’altro che trascurabile è il nervo vago, un lungo nervo che collega il cervello a molti organi, intestino compreso. La comunicazione viaggia in due direzioni, e ciascuna ha caratteristiche proprie.

Nella direzione cervello intestino, sono le emozioni e lo stato di allerta a influenzare l’intestino: quando la mente percepisce un pericolo, anche solo immaginato, il corpo si prepara a reagire e l’intestino cambia ritmo, la digestione rallenta o accelera, compaiono quelle sensazioni che chi vive l’ansia conosce bene.

Nella direzione intestino cervello, sono l’intestino e il suo microbiota a inviare informazioni alla mente. La maggior parte delle fibre del nervo vago, infatti, porta informazioni dagli organi verso il cervello, e l’intestino è uno degli interlocutori principali di questo dialogo. Per questo il suo stato ha un peso rilevante, anche sul piano emotivo.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 05

Quando il microbiota è in eubiosi, cioè in equilibrio, l’organismo nel suo insieme lavora in condizioni più favorevoli. Quando invece è in disbiosi, questo equilibrio si altera, con ripercussioni che possono riguardare anche il modo in cui ci sentiamo.

Quando si vive in uno stato di allerta continuo, anche l’intestino ne risente: cambiano la digestione, i ritmi, a volte le scelte alimentari, e l’equilibrio del microbiota può alterarsi. A sua volta, un microbiota in disequilibrio può rendere più difficile per il corpo ritrovare la calma. Si crea così un circolo che si autoalimenta, in cui mente e intestino si influenzano a vicenda.

Durante la scuola si è parlato a fondo anche del ruolo dello stress. Quando lo stato di allerta si prolunga, il corpo continua a produrre cortisolo, l’ormone dello stress. Nel tempo questo può alterare l’equilibrio del microbiota e rendere la barriera intestinale meno efficiente, fino a renderla più permeabile. Ne deriva un aumento dello stato infiammatorio, silenzioso ma costante, che coinvolge anche il cervello. È un altro modo per comprendere quel circolo: la mente in allerta influenza l’intestino, e un intestino in difficoltà rende più faticoso ritrovare la calma.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 06

Quando l’ansia passa dall’intestino

Nelle persone che seguo, l’ansia raramente si presenta da sola. Accanto al cuore a mille e alla mente che va sempre a “e se…”, compaiono spesso segnali che arrivano dall’intestino: la pancia gonfia a fine giornata, la digestione che si blocca nei periodi più tesi, l’alternanza tra giorni in cui non si riesce a mangiare e altri in cui si cerca conforto nel cibo.

Sono segnali che spesso vengono considerati separatamente, come se l’ansia fosse una cosa e l’intestino un’altra. Guardarli insieme, invece, permette di capire meglio cosa stia succedendo e da dove partire.

Nella mia esperienza, chi vive l’ansia presenta molto spesso anche un microbiota in disequilibrio, fino a una vera e propria disbiosi, ed è un dato che trova sempre più conferme nella ricerca. Oggi si parla di psicobiotici: probiotici specifici, studiati per la loro capacità di agire lungo l’asse intestino cervello, con effetti positivi anche sul piano emotivo. Riequilibrare il microbiota, attraverso un percorso alimentare adeguato e supporti scelti sulla singola persona, può diventare un alleato prezioso per attenuare l’ansia e sostenere il benessere complessivo. Si tratta sempre di un supporto che si integra con gli altri strumenti, non di una soluzione che li sostituisca.

Un capitolo è stato dedicato al sonno. Microbiota e ritmi del sonno si influenzano a vicenda, e chi vive l’ansia lo sa bene: le notti agitate, i risvegli improvvisi, la mente che riparte appena si spegne la luce, la sensazione al mattino di non aver mai riposato davvero. Prendersi cura del sonno è parte integrante del benessere, e anche qui il microbiota ha un ruolo.

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 07

Una frase ascoltata durante la scuola mi è rimasta impressa: non possiamo cambiare i geni delle nostre cellule, ma possiamo influenzare quelli del nostro microbiota. Il nostro benessere nasce infatti dall’unione tra patrimonio genetico e stile di vita: l’igiene del sonno, una buona educazione alimentare, l’attività fisica, il rispetto dei ritmi circadiani. Un patrimonio genetico favorevole non ci autorizza a trascurare tutto il resto, così come un patrimonio genetico meno fortunato non ci condanna: con uno stile di vita attento possiamo sostenerlo ogni giorno.

E un altro messaggio che sento molto vicino al mio modo di lavorare: il benessere psicologico va guardato nella sua complessità, tenendo insieme corpo, emozioni, relazioni e ambiente.

Questo non significa che l’ansia nasca nell’intestino, né che basti riequilibrare il microbiota per farla sparire. Significa che il corpo partecipa sempre, e che prendersene cura può essere un tassello importante all’interno di un percorso più ampio.

Il mio sguardo: mente e corpo insieme

Naturopata - Francesca Caponetto - Microbiota e ansia 08

Tutto questo conferma un’idea che guida il mio lavoro da oltre 27 anni: l’ansia coinvolge la persona nella sua interezza, mente e corpo insieme.

Spesso chi arriva da me mi dice: “Non so cosa dovrei fare, ma qualcosa devo fare”. Il primo passo è ascoltare tutta la storia: i pensieri che non danno tregua, ma anche come si mangia, come si dorme, come risponde l’intestino.

È da qui che nasce Oltre l’Ansia, il percorso che ho costruito per ritrovare equilibrio e autonomia. Lavora su mente e corpo insieme: le sessioni di counseling aiutano a comprendere i meccanismi che alimentano lo stato di allerta e a sviluppare risorse concrete per gestirlo, mentre la valutazione fisico emotiva permette di riequilibrare ciò che l’ansia ha messo alla prova, a partire dal microbiota, dall’alimentazione e dal sonno.

Tutto comincia con un incontro conoscitivo gratuito, in cui capiamo insieme da dove partire. In base a ciò che emerge, il percorso può avere due livelli: uno più essenziale, per chi ha bisogno di ritrovare stabilità e strumenti pratici, e uno più approfondito, per chi porta una situazione più complessa o desidera lavorare su più fronti. In entrambi i casi è un percorso con un inizio e una fine, che nella maggior parte dei casi si sviluppa nell’arco di alcuni mesi: una prima fase con incontri settimanali, poi un ritmo che si adatta ai progressi della persona.

Gli strumenti vengono scelti caso per caso, perché ogni persona è diversa e ogni storia ha i suoi tempi. Già nelle prime settimane molte persone iniziano a percepire i primi cambiamenti: un sonno più riposante, un corpo meno in allerta, una mente che trova più spazio.

L’obiettivo è che la persona impari, passo dopo passo, a riconoscere i segnali del proprio corpo e a gestire l’ansia in autonomia. In molti casi l’intensità si riduce in modo significativo, e il corpo ritrova una calma che sembrava perduta.

Per concludere

Ogni edizione della scuola mi ricorda quanto il nostro corpo sia un sistema in dialogo continuo, in cui nulla è davvero separato. Il microbiota è una delle voci più importanti di questo dialogo, e imparare ad ascoltarlo significa prendersi cura di sé in modo più completo.

Se ti riconosci in quello che hai letto, se senti che l’ansia sta occupando troppo spazio nelle tue giornate e desideri capire da dove partire, puoi prenotare un incontro conoscitivo gratuito: sarà l’occasione per conoscerci e capire insieme quale strada sia più adatta a te.